Nazionale - Incontri su rinnovo contratto
Nazionale - Informativa Filt/Cgil
FEDERAZIONE ITALIANA LAVORATORI TRASPORTI C.G.I.L.
ROMA: primo incontro sul rinnovo del CCNL!
Roma, 10 giugno 2004
Le Segreterie Sindacali Nazionali incontratesi con le Rappresentanze Aziendali per un primo confronto sul rinnovo del CCNL hanno ribadito le premesse che hanno motivato la stesura delle questioni centrali ( distacchi rami d’azienda, esternalizzazione della Legge 30, orario di lavoro, mobilità orizzontale, qualità dell’erogazione dei servizi connessi all’asse autostradale, sicurezza, istituzione del fondo previdenziale, recupero economico) ed hanno sottolineato la necessità di uscire da una logica pienamente finanziaria onde ribadire l’importanza della valorizzazione delle risorse umane.
Le controparti hanno espresso la volontà di espansione della rete come elemento insostituibile e trainante per lo sviluppo del Paese con conseguenze quali un incremento delle attività di manutenzione e degli interventi strutturali nei punti di maggiore congestione, un rafforzamento dell’assistenza prestata al traffico ed uno sviluppo ulteriore dell’automazione.
Si sono altresì dette "sorprese e sconcertate" dal contenuto della Piattaforma, dalle dimensioni e dalla complessità dei temi, tali da causare un aumento notevole del perimetro negoziale con difficoltà di percorso per la sommatoria delle istanze che si collocherebbero al di fuori delle caratteristiche specifiche del settore ed a logiche compatibili e coerenti.
Hanno così proposto, al fine di abbreviare i tempi e le possibilità di soluzioni realistiche del confronto, di reincanalarlo su 4 aree tematiche:
Le Segreterie Nazionali hanno espresso preoccupazione per la svalutazione dell’impegno che ha portato alla stesura di questa piattaforma che contiene aspetti importanti coi quali misurarsi e con il fine di dimostrare che esistono obbiettivi comuni e margini per poterli sviluppare, nonostante le difficoltà che il Paese attualmente attraversa, poiché le risorse ci sono e una di queste è senza dubbio rappresentata dal lavoro che va valorizzato.
Se l’obiettivo comune è lo sviluppo, il Sindacato chiede che vengano rafforzate le relazioni con lo stesso, le quali devono divenire elemento strutturante anche per restituire all’impresa un ruolo primario nel processo di modernizzazione del Paese.
Il CCNL, in un contesto di tante trasformazioni riguardo ai soggetti che fanno parte dello scenario ed al nuovo quadro legislativo, diviene lo strumento per stabilire delle regole comuni.
Quindi la Piattaforma è sicuramente impegnativa ma presenta aspetti affatto marginali con i quali diventa necessario e imprescindibile confrontarsi.
Nazionale
- Informativa FILT
FEDERAZIONE ITALIANA LAVORATORI TRASPORTI C.G.I.L.
ROMA: secondo incontro sul rinnovo del CCNL!
Roma, 30 giugno 2004
Siamo agli inizi del confronto e già si percepiscono le prime tensioni. "Merito" della diversità di vedute della tematica dibattuta tra le Organizzazioni Sindacali e le Rappresentanze delle Aziende, è la legittimità contrattuale a fronte delle modifiche introdotte dalla Legge 30 del 14 febbraio 2003 (Legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro), varata dal governo di centro-destra che di fatto liberalizza l’uso e l’abuso del lavoro a tempo determinato escludendo la contrattazione per molti settori.
Mentre per il precedente rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro il riferimento era la Legge 56 del 28 febbraio 1987 che all’art. 23 rimandava la durata e il motivo della stagionalità alle causali individuate nei C.C.N.L. stipulati con i sindacati (espansione del traffico, attuazioni di programmi di riorganizzazioni o di revisioni tecnico-organizzative), in questo rinnovo contrattuale il suddetto impianto viene annullato dal nuovo Decreto Legislativo n. 368 del 6 settembre 2001 a fronte di un’ unica ed ampia causale, dalla possibilità di utilizzare i contratti a tempo determinato senza limitazioni quantitative rispetto al personale in forza, e dalla riformulazione della proroga dei contratti con la precisazione che la stessa è ammessa una sola volta purché sia richiesta da condizioni oggettive.
Le Rappresentanze delle Aziende hanno ribadito che esiste quindi una difficoltà da parte loro ad immaginare soluzioni diverse in relazione al nuovo ed attuale quadro legislativo in materia di lavoro e che quindi si rende necessario individuare nientemeno che una "riscrittura" più coerente della piattaforma sindacale presentata rispetto alle nuove leggi.
Le Organizzazioni Sindacali rispondono che il nuovo Decreto Legislativo in questione non contiene alcuna indicazione di un obbligo per le parti di contrattualizzarlo e che il C.C.N.L. già contiene gli strumenti per una garanzia di flessibilità che garantisce un equilibrio del mercato di lavoro senza bisogno di ulteriori ampliamenti. Aggiungono che il settore autostradale deve avere una propria autonomia negoziale e dunque che non esiste la necessità di introdurre nuova flessibilità per creare nuova occupazione poiché questa flessibilità andrebbe solo a disarticolare la stabilità e le garanzie dell’occupazione che già esiste.
L’incontro si conclude con la dichiarazione di non disponibilità delle Organizzazioni Sindacali ad accettare un ulteriore ampliamento della flessibilità.
ROMA: terzo incontro sul rinnovo del CCNL!
Roma, 9 luglio 2004L’incontro avvenuto in data odierna è stato centralizzato soprattutto sull’analisi della figura del Tempo Parziale, in riferimento:
· alle tipologie previste (verticale, orizzontale e misto) le quali sono state confermate da parte delle Rappresentanze Aziendali;
· la percentuale di utilizzo (ai limiti minimi di prestazione);
· all’applicazione, secondo il D.Lgs. 10 settembre 2003, n.276 - attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro di cui alla Legge n. 30/2003, delle clausole flessibili (che vanno a spostare la collocazione giornaliera o settimanale rispetto a quella concordata al momento dell’assunzione) e delle clausole elastiche (relative alla variazione in aumento della durata della prestazione e per le quali le Rappresentanze Aziendali chiedono un aumento fino al 40% dell’orario minimo garantito.
In riferimento alle clausole flessibili e elastiche il D.Lgs. 276/2003 prevede che l’applicazioni di tali clausole da parte del datore di lavoro venga comunicata con un preavviso di 2 giorni lavorativi (contro i 10 previsti dal contratto di lavoro attualmente in vigore); le Rappresentanze Aziendali hanno espresso la volontà di portare tale preavviso a 3 giorni lavorativi aggiungendo che il diritto di ripensamento entro i 5 mesi dalla data della stipulazione del patto tra il lavoratore e l’Azienda, ora non è più contemplato dalla Legge.
Per quanto concerne il lavoro supplementare, vengono confermate le quantità di ore già previste nell’attuale CCNL (104 ore a quadrimestre per il PT verticale / 312 ore annue per il PT 880 ore), ma le Rappresentanze Aziendali puntualizzano che il D.Lgs. 276/2003 non prevede più il consenso da parte del lavoratore a svolgere tale prestazione supplementare e, di fatto, esprimono la volontà di rendere queste ore esigibili.
Riguardo poi alle prestazioni effettuate oltre i limiti quadrimestrali o annuali del lavoro supplementare, che attualmente danno luogo ad una corresponsione del 50% e alla trasformazione delle ore in riposi compensativi che confluiscono in Banca Ore, le Rappresentanze Aziendali invitano a individuare maggiorazioni diverse legate alle differenti tipologie di eccedenza ed esprimono perplessità sulla collocazione in Banca Ore in quanto questo meccanismo creerebbe un limite quantitativo alla prestazione che rimarrebbe per lo più confinata alle ore ordinarie più quelle supplementari, introducendo un meccanismo di squilibrio tra i lavoratori a tempo parziale e gli altri lavoratori a tempo pieno per i quali la Banca Ore interviene al superamento delle 160 ore di lavoro straordinario.
Inoltre per quanto concerne il diritto di precedenza nel passaggio da Tempo Parziale a Tempo Pieno, attualmente condizionato dalla sussistenza di carichi familiari – anzianità di servizio – anzianità anagrafica, le stesse Rappresentanze Aziendali affermano che i criteri del diritto a tale passaggio devono essere ulteriormente chiariti con la riconferma come primo criterio del computo dell’anzianità di servizio.
Le Organizzazioni Sindacali hanno ribadito che il Tempo Parziale ha raggiunto con il contratto del 16 febbraio 2000 una certa stabilità per effetto della creazione dell’ FTH e che dunque immaginare di recepire le novità legislative per renderlo più flessibile significherebbe rimettere in discussione la figura stessa. Inoltre tutto quanto espresso nel contratto riguardo al Part Time non è in contrasto esplicito con la Legge e quindi gli elementi specifici di tale figura vanno salvaguardati. La logica deve essere quella della proporzionalità degli istituti contrattuali in merito alla prestazione resa e della loro omologazione in merito alle percentuali di maggiorazione rispetto ai tempi pieni.
Relativamente agli altri tipi di contratto previsti nell’attuale contratto di lavoro, per quanto riguarda:
- art. 4 (lavoro temporaneo) viene abolito il punto 2 ;
- art. 5 (lavoro ripartito) rimane invariato;
- art. 6 (contratti di formazione e lavoro) tali tipi di contratto saranno sostituiti con quelli di inserimento e apprendistato che rinviano ad accordi regionali.
Si è accennato infine ad un’altra tipologia di lavoro prevista dalla nuova Legge che le Aziende vorrebbero utilizzare nel comparto autostradale, ossia il lavoro intermittente, mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione del datore di lavoro che può utilizzarne la prestazione con un preavviso anche di solo un giorno. La giustificazione addotta da parte delle Rappresentanze Aziendali sarebbe la necessità di introdurre questa figura per normare tutti gli istituti introdotti dalla Legge 30/2003 anche se poi potrebbero non essere utilizzati.
Le Organizzazioni Sindacali ricordando che la piattaforma sindacale presentata e sulla quale lavorare contiene già un suo equilibrio che non va stravolto – cosi come intenderebbero fare le controparti aziendali portando il D.Lgs. 276/2003 all’interno del settore autostradale – hanno ribadito la loro non disponibilità a negoziare forme tipo il lavoro intermittente, in quanto la logica proposta dalle Rappresentanze Aziendali aumenterebbe infatti la flessibilità su alcuni istituti e mirerebbe ad introdurne altri che destabilizzerebbero la situazione esistente alterandone l’equilibrio.
ROMA: quarto incontro sul rinnovo del CCNL
Roma, 16 luglio 2004
Argomento dell’incontro odierno è stata la sfera di applicazioni del contratto oggetto di rinnovo, vale a dire l’individuazione dei suoi destinatari non solo, come è stato sino ad oggi, nel "personale dipendente da società e consorzi concessionari di autostrade e trafori" ma nella pluralità dei soggetti che attualmente compongono il nostro settore.
L’esigenza avanzata dalle Organizzazioni Sindacali scaturisce dalla premessa stessa della piattaforma laddove si parla di "avvento delle privatizzazioni e conseguenti riorganizzazioni societarie che hanno allargato il loro raggio d’intervento a settori non più legati ad attività svolte in concessione, insieme all’emergere di gruppi societari con trasferimenti delle concessioni e scorpori di parte delle attività".
Di fatto, negli ultimi anni abbiamo assistito alla trasformazione di alcune aziende in holdings che gestiscono sia attività legate alla concessione sia attività che hanno nella concessione il loro cliente principale. La volontà delle Organizzazioni Sindacali mira principalmente a difendere il perimetro delle attività che vengono svolte nel nostro settore e che offrono servizi ausiliari che non vanno delocalizzati rispetto alla concessione stessa onde garantire uno scambio maggiore fra sindacato ed aziende per quanto riguarda la gestione delle società nel suo insieme e dunque un controllo sindacale su operazioni di distacco e cessione dei rami d’azienda o nel campo degli appalti.
Essendo quello autostradale un settore comunque in crescita ed elemento trainante dell’economia del paese, il ruolo del nostro comparto va valorizzato e gli utili ridistribuiti ai lavoratori in termini di qualità e STABILITA’ contrattuale e di prospettive di crescita professionale.
Le Rappresentanze Aziendali hanno espresso la loro difficoltà ad individuare elementi comuni fra una pluralità di soggetti a loro giudizi non sovrapponibili ed hanno dichiarato che la complessità della materia a cui si fa riferimento non da adito ad una valutazione realistica, dunque che le finalità perseguite dal sindacato non sono chiare ma mirerebbero solo a trasformare episodi singoli, come per esempio quello accaduto all’autostrada TO-MI, in un dato generalizzato.
A queste illazioni, il coordinatore nazionale Cgil, Michele Azzola, ha ribadito che il CCNL deve allora poter mettere un freno a tutte quelle aziende che "potrebbero" in un futuro non lontano essere tentate di operare quelle riorganizzazioni societarie unicamente per scaricare dei costi e lo stesso CCNL deve diventare lo strumento che consentirà a tutti coloro che operano nella viabilità e nei servizi ad essa collegati di essere ricompresi.
Su questa diversità di vedute l’incontro si è concluso con l’impegno delle parti di riprendere la discussione nei giorni 14 e 15 settembre.
Per la Filt Cgil Milano Mare
Sonia Perotti (Delegata ai lavori sul rinnovo CCNL