Nonostante la significativa apertura di credito avanzata dalle OO.SS su una maggiore efficienza del comparto esazione (30.000 turni in meno per l’anno 2004), l’azienda ha sostanzialmente confermato gli obbiettivi del piano presentato nel mese d’ottobre, chiedendo una riduzione di 64.000 turni che rappresentano circa il 12% in meno rispetto a quelli sviluppati nell’anno precedente. Il tutto, nonostante già oggi siano presenti profonde tensioni tra clientela e azienda a causa degli eccessivi tempi d’attesa ai caselli autostradali.
In aggiunta a tale ideologica posizione, il confronto sulla riforma del comparto esercizio e di quello degli impianti è caratterizzato da un’evidente volontà di non individuare concrete soluzioni comuni, mentre è mancata totalmente, nonostante le ripetute richieste sindacali, una risposta sulle prospettive future dei lavoratori degli uffici.
Inoltre, dopo oltre sei mesi dall’inizio delle trattative, i vertici aziendali hanno posto sul tavolo la problematica relativa al distacco del personale di ASPI in SdS, chiedendo di procedere al definitivo trasferimento dei lavoratori, senza offrire le garanzie già chieste a suo tempo dalle OO.SS.
Infine, per quanto attiene il prolungamento della “clausola sociale”, che impegni l’azienda a non effettuare azioni traumatiche nei confronti del personale (licenziamenti e mobilità territoriale) per un periodo che, sulla base del nuovo piano di riorganizzazione, superi la data del 31 dicembre 2005, vi sono state risposte evasive e del tutto interlocutorie, che non permettono di sviluppare organicamente il confronto.
Nell’insieme, la proposta aziendale non risponde all’esigenza di assicurare un futuro sereno ai lavoratori sul piano dell’occupazione e non persegue l’incremento della quantità e della qualità dei servizi, condizioni indispensabili per un qualsiasi piano di incremento di efficienza ed automazione nel comparto dell’esazione.
Inoltre, non sono assolutamente considerati la gamma ed i livelli di qualità del servizio e gli standard di sicurezza da fornire all’utenza, in nome di una logica aziendale, emersa chiaramente nei precedenti incontri, tutta tesa a perseguire un incremento insostenibile di produttività nell’esazione, ad introdurre nuove casse che sostituiscano il personale (e ridimensionino il rapporto di forza del sindacato) e più estesi automatismi, al fine di realizzare esclusivamente economicità della gestione. Il tutto senza mai considerare criteri quali l’efficacia e l’efficienza!. Tali scelte si sono concretizzate inoltre attraverso la stipula di numerosi contratti di consulenza, di dubbia utilità, o iniziative di diversificazione difficilmente concretizzabili.
La situazione sopra espressa, rappresenta uno stallo preoccupante con l’evidenziazione dell’incapacità dei vertici aziendali di sviluppare un confronto coerente e di prospettiva che delinei ed accompagni le reali volontà comuni delle parti.
A fronte di tale posizione, abbiamo manifestato il più ampio dissenso, ricordando che i lunghi tempi trascorsi obbligano i rappresentanti dei lavoratori ad una scelta. Del tutto inaccettabile risulta continuare a sopportare tagli indiscriminati ai livelli di servizio dell’esazione, un blocco del turn over non mirato ad un riequilibrio del personale ma semplicemente a fare “cassa”, politiche del personale che disincentivano il lavoro dei dipendenti a favore di consulenze e appalti esterni, con l’assunzione di nuovi organici presso gli uffici della Direzione Generale, che, sovente, sottraggono lavoro a personale con diversi anni di anzianità che viene lasciato privo di prospettive.
Sempre più impellente diventa obbligare la dirigenza alla firma di un accordo che accompagni la riorganizzazione dell’azienda dando certezze ai lavoratori per il futuro, impedendo che i progetti aziendali vengano effettuati in maniera strisciante (dall’inizio dell’anno autostrade ha già risparmiato 12.000 turni e non ha sostituito nessuna figura professionale che sia andata in pensione) e senza alcun ritorno per i lavoratori costretti a veder incrementare i propri carichi di lavoro ed i disagi rispetto ai rapporti con l’utenza, nonché a non avere garanzie occupazionali per il futuro.
Per quanto sopra, alla ripresa del confronto, previsto per i giorni 17 e 18 maggio p.v., se non vi sarà una decisa inversione di tendenza rispetto agli atteggiamenti sino ad ora attuati, la Filt – Cgil proporrà alle altre Organizzazioni Sindacali di proclamare lo stato di agitazione del personale ed iniziative di sciopero che richiamino i vertici aziendali alle loro responsabilità. In caso di risposta negativa, un attivo dei delegati valuterà iniziative promosse dalla sola CGIL.
Nell’invitare tutti i rappresentanti sindacali ad operarsi affinché sul territorio, si contrastino duramente progetti aziendali tesi ad anticipare i risparmi contenuti nel progetto di riorganizzazione e ad evidenziare pienamente il disagio vissuto dai lavoratori autostradali, vi informeremo tempestivamente sull’andamento del confronto e sulle decisioni che saranno assunte.
La Segreteria Nazionale
FILT-CGIL
(Michele AZZOLA)