LETTERA APERTA
Il Comunicato sindacale datato
17/12/2004 inerente ai provvedimenti
disciplinari adottati dall’Azienda nei confronti di due colleghi di
Gallarate Ovest, mi spinge a fare alcune
considerazioni.
Ormai da tempo ci
troviamo di fronte ad una Azienda che predilige lo scontro al dialogo,
anzi no, preferisce ignorare piuttosto che
cercare di risolvere i problemi;forse è una tattica o una strategia che
comunque almeno negli ultimi due anni ha sempre spostato l’ ago della
bilancia a favore dell’Azienda.
Quando dico ignorare non intendo ignorare il
problema in senso lato ma ignorare coloro che
sono preposti a rappresentare e a tutelare i lavoratori. Come
risposta ci si aspetterebbe appunto lo scontro, ma questo forse ai vertici
sindacali sfugge ( vedi la caterva di scioperi indetti e poi revocati).E
allora è così che si lascia un vuoto che dà modo all’Azienda di perpetrare
praticamente a costi zero i suoi
obiettivi.
Un esempio:il 1°
intervento , pur citato nelle
circolari Aziendali e in alcuni verbali sindacali, non mi risulta , da
lavoratore e delegato sindacale, sia oggetto di accordo tra le parti e
tanto meno vi sia una procedura condivisa per risolvere la questione. A
tale proposito ricordo l’insediamento di una Commissione Paritetica che
doveva analizzare e trovare le procedure per risolvere i problemi legati
al medesimo.
Certo è che laddove esiste un automatismo , esiste un problema e quindi la necessità di intervenire ,
questo è sotto gli occhi di tutti. Ne consegue che, a causa di quel vuoto
di cui accennavo, il 1° intervento è lasciato al caso, e i lavoratori, che
già hanno dato in termini di produttività,si
ritrovano un ulteriore carico di lavoro, spesso in condizioni
precarie.
L’Azienda emana disposizioni al solo fine di
scaricare le sue responsabilità sui lavoratori e con esse fare in modo di avere sempre un capro espiatorio
da sacrificare.
Non si possono più lasciare spazi vuoti, alle
disposizioni Aziendali si risponda con Comunicati e con proposte
costruttive, non si ignorino i problemi , e se
non si trova una controparte disponibile , non si abbia paura di
intraprendere forme di lotta adeguate, si ritorni alle assemblee e alla
discussione di base senza aspettare i provvedimenti disciplinari per
affermare ciò che in tanti da tempo hanno
denunciato.
Nel Comunicato Sindacale leggo “ Il 1° intervento
viene espletato dai lavoratori in condizioni di
insicurezza e formazione insufficiente” ; penso che riconoscere una tale
gravità non possa lasciare spazio a indecisioni e titubanze, si faccia un
passo indietro per rivedere in modo serio una organizzazione del lavoro
che fa acqua da tutte le parti.
Dobbiamo riconoscere ciò per ridare dignità a
chi lavora e servizi a chi
paga.
Un forte sostegno ai colleghi
coinvolti.
Un saluto.
Como, 28 dic. 04
FAVA MAURO
Esattore e delegato di Como