Comunicato ai Lavoratori
- Dopo l’ennesimo
discutibile accordo siglato il 25 giugno scorso.
- Dopo l’ennesima farsa di
minaccia di sciopero (già brillantemente collaudata dopo la performance di
Igino Lai su rai tre), messa in piedi, più che altro, col tentativo di
bloccare agitazioni sindacali proclamate da sindacalisti “indisciplinati”.
- Dopo la sconcertante
indifferenza seguita al blitz aziendale che nello spazio di un mattino ha
liquidato tre piste manuali, nelle barriere.
- Dopo l’arrembante
reazione risolta in nulla di fatto, successivo al colpo di mano dell’azienda
di pochi mesi fa sui livelli di servizio.
- Dopo assemblee tanto rare
quanto ininfluenti.
- Dopo l’insensibilità alle
ostruzionistiche disposizioni di servizio antisciopero.
- Dopo la marea di
pretestuose contestazioni formali, confezionate ad esattori scioperanti per la
pista lasciata aperta durante l’agitazione, stigmatizzate persino dalle
segreterie nazionali, ma tollerate benissimo nel tronco.
- Dopo la calma piatta,
veramente inquietante, fatta registrare in seguito al comportamento
antisindacale tenuto dall’azienda in occasione di scioperi, nei quali venivano
sostituiti con personale esterno gli esattori “belligeranti”.
- Dopo che un segretario
provinciale della Uil, in turno a Milano-est, collabora e acconsente la
sostituzione di esattori, durante un’agitazione di protesta indetta per un
analogo episodio di sostituzioni, avvenuto una settimana prima nello sciopero
di Milano-Sud.
Riteniamo che la misura sia colma e viene più che legittimo chiederci: ma dove
siamo andando?
Come
pensiamo di affrontare i tempi difficili che ci attendono con una forza
sindacale inesistente e compromessa?
Quali
garanzie da affidabilità può dare una gestione sindacale siffatta per
contrastare un’azienda sempre più agguerrita?
Quale
futuro ci aspetta, se nel tronco continua ancora l’operato degli attuali
coordinatori di Cgil, Cisl e Uil?
Sarà
l’età prossima alla pensione di qualcuno, sarà opportunismo, sarà inadeguatezza,
sarà goffaggine (come quella riscontrata in un esponente di spicco che, dopo i
fatti di Mi sud, in un comunicato sindacale dal titolo “Vergogna”, prefigurava
scenari incendiari, con un fuoco devastante che doveva arrivare fino a Roma, ma
che non è arrivato nemmeno a Cormano e dopo tre giorni subito sopito, affogato
in un accordo indecoroso con l’azienda), sarà altro, fatto sta che la realtà del
II tronco delinea un quadro sindacale decisamente preoccupante.
Guardiamo con speranza all’elezione delle RSU che si dovrebbe tenere a breve.
Ma
attenzione, le RSU avranno un potere enorme: può essere per noi la svolta, ma
anche il definitivo tracollo.
Tutto
dipenderà dalla capacità dei lavoratori d’impegnare nel voto discernimento e
oculatezza, con la consapevolezza e il peso di un vecchio adagio:
“ogni popolo ha il governo che merita”.
Milano
27/08/04
Rsa Filt Cgil
Buongiorno