II Tronco - Comunicato sindacale
Lavoro Società Area Programmatica in Filt-Cgil
Comunicato Sindacale
La necessità di una svolta
In merito alla trattativa nazionale sul piano di automazione dobbiamo constatare che la strada scelta dalla delegazione trattante dell’OOSS è quella di seguire l’azienda sulla strada di un ulteriore aumento della produttività, un organizzazione del lavoro che peggiora ulteriormente le condizioni dei lavoratori e l’erogazione di un servizio sempre più scadente, in contrasto con quanto emerso dalle assemblee dei lavoratori di febbraio che hanno dato mandato di contrastare la politica aziendale di questi anni.
Le assemblee tenutesi in occasione degli accordi sottoscritti nel tronco di Milano sono state tutte molto critiche.
La logica aziendale di considerare la produttività dell’esazione un calcolo matematico puro e semplice per aumentare il livello di sfruttamento dell’esattore non può essere, a nostro avviso, accettato per una serie di considerazioni che qui riportiamo:
Questa azienda è fornitrice di un servizio pubblico ed dovrebbe garantire un servizio decente, riteniamo che sia giunta l’ora di denunciare agli organismi di controllo i comportamenti aziendali e che devono essere messi in campo tutte le iniziative possibili per portare all’attenzione dell’opinione pubblica quello che sta accadendo nella nostra azienda.
Mentre l’azienda dice di previlegiare il confronto al conflitto e rispettare le relazioni sindacali, emette circolari di servizio che ledono i diritti costituzionalmente tutelati, alla vita, alla salute, alla sicurezza e alla libertà di circolazione. La Filt Cgil di Milano ha aperto un fronte giuridico a sostegno degli scioperi e contro alcuni comportamenti antisindacali dell’azienda e per tutelare i diritti dei lavoratori.
Chiediamo anche alle OO.SS. Nazionali di emettere immediatamente un comunicato che metta in discussione le circolari e diano ai lavoratori le opportune controindicazioni. Ricordiamo che gli accordi vanno sempre sottoposti al vaglio dei lavoratori, perché da anni i lavoratori non decidono su nessuno accordo .
L’automazione introdotta negli ultimi anni, frutto anche d’accordi sindacali, ha creato situazioni impossibili, che non sono degne di un paese moderno e civile. Non è accettabile che le persone restino per ore sotto il sole rovente o il gelo dell’inverno in coda ad una cassa automatica, per pagare il pedaggio per un servizio non reso.
La scelta d’introdurre le piste polifunzionali è nata dall’esigenza di garantire un supporto all’esattore, in quelle realtà dove i transiti non giustificavano più presenze, invece è accaduto il contrario: l’esattore è diventato il supporto della cassa. Generalmente i processi d’automazione accelerano i tempi di produzione, con le casse avviene il contrario. Tutto questo va contrastato, imponendo all’azienda l’apertura delle piste in manuale durante il turno nelle fasce di maggior traffico, garantendo livelli di servizio adeguati.
I lavoratori devono essere in grado, attraverso una formazione continua, d’intervenire per risolvere e ripristinare la funzionalità dell’apparecchiature di stazione, cosi da evitare momenti di tensione con l’utenza che giustamente lamentano uno stato d’abbandono.
Pensiamo che sia ora di rilanciare la centralità di servizio pubblico che quest’azienda pur privatizzata, a nostro avviso, dovrebbe garantire.
L’arroganza aziendale che continua a violare accordi sottoscritti con le O.O.S.S. Nazionali e Regionali, e le norme contrattuali in materia di relazioni industriali, va contrastata con iniziative, anche forti per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni competenti.
Nel piano d’automazione rileviamo una mancanza d’investimenti nei comparti che l’azienda dichiara di voler valorizzare (esercizio, viabilità e punti blu) e che dovrebbero assorbire eventuali esuberi provenienti dall’esazione.
Un elemento da non sotto valutare in quanto solo attraverso investimenti in riqualificazione del personale, mezzi e strutture è credibile un futuro dei comparti e garantire un occupazione stabile.
Il prolungamento della clausola sociale è elemento imprescindibile per il raggiungimento di un eventuale accordo, che riteniamo vada sottoposto ad un referendum tra i lavoratori. Un accordo che vede solo un ulteriore aumento di produttività, peraltro già alta, è inaccettabile. Peggiorerebbe ulteriormente le condizioni di vita dei lavoratori nonché il servizio dato agli utenti.
Ancora una volta dobbiamo criticare la mancanza di confronto, discussione e analisi che più volte abbiamo richiesto a chi segue questa delicata trattativa, ma purtroppo dobbiamo costatare che si continua a accentrare le decisioni e scaricare sulle rsa la responsabilità di gestirle e spiegarle a i laboratori.
Milano
Rsa Filt Cgil 2° tronco
Lavoro Società Area Programmatica in Filt-Cgil 2° Tronco
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------